Scopriamo il Ghetto di Roma

Il Ghetto di Roma

Colosseo, i Fori Imperiali, la Basilica di San Pietro, Castel Sant’Angelo, l’Ara Pacis ed il Circo Massimo. Ma forse non tutti sanno che la capitale ospita la più antica comunità ebraica in assoluto. La storia del Ghetto di Roma, come potete immaginare, ha origini antiche. Infatti già nel 1555, con papa Paolo IV, vennero revocati agli ebrei romani i diritti concessi e venne istituito il cosiddetto “ghetto”, chiamato anche il “serraglio degli ebrei”. Questa zona venne scelta perchè durante l’epoca classica gli ebrei abitavano questa zona (l’Aventino) ed erano infatti la maggior parte della sua popolazione.

Sempre per decreto di papa IV, la comunità ebraica doveva portare un distintivo per essere facilmente riconoscibile: il berretto che ancora oggi vediamo indossare da molti uomini ebraici. Altra proibizione fu quella del commercio, ad eccezione di stracci e vestiti usati, e quella dell’impossibilità di contenere immobili.

Vennero anche istituite due porte che venivano chiuse al tramonto e riaperte all’alba. Il Ghetto di Roma diventava in tal modo una piccola città nella città. Durante la Rivoluzione Francese gli ebrei ebbero modo di assistere alla proclamazione della Prima Repubblica Romana: nel 1798 le truppe francesi entrarono in italia, aprirono le porte del ghetto e fecero costruire al suo interno un albero della libertà.

Nel 1814 però, con l’arrivo del nuovo papa Pio VII, gli ebrei furono di nuovo rinchiusi nelle loro mura. Nel frattempo vennero apportati dei lavori di ingrandimento. Quando nel 1870 venne annessa la città di Roma al Regno di Italia il potere temporale dei papi ebbe fine e gli ebrei vennero equiparati ai cittadini italiani e conseguentemente il ghetto fu abolito. Lavori di ristrutturazione vennero messi in atto da cui nacquero le odierne strade via del Portico d’Ottavia, via Catalana e via del Tempio.

Durante la fine del 1800 la comunità ebraica comprò dal comune di Roma un’area all’interno del Ghetto in cui sarebbe dovuta sorgere la nuova sinagoga. Il Tempio Maggiore di Roma venne costruito in stile Art Nouveau, ispirandosi anche a motivi assiro-babilonesi. Durante la Seconda Guerra Mondiale furono molti gli ebrei (circa 1000) che dovettero lasciare le loro case per esseri rinchiusi nel campo di concentramento di Auschwitz.

ghetto di roma

La zona che a Roma viene definita Il Ghetto è delimitata dal Lungotevere de’Cenci, dalla Via Arenula e da Via de’ Funari. Qui si può rivivere la storia di questa comunità che ha dovuto subire molte costrizioni sin dalla sua nascita. E’ qui che si può anche degustare il vecchio “brodo di pesce”, divenuto oggi una grande prelibatezza, in quel luogo che anticamente era il Mercato del Pesce di Roma.

Fra le colonne superstiti del Portico d’Ottavia infatti si può ancora intravedere la Chiesa di Sant’Angelo in Pescheria, luogo in cui venivano celebrate le pratiche per la conversione degli ebrei al cattolicesimo. Andando verso Via Arenula si può avere un’idea di come erano i percorsi in epoca rinascimentale, prima dei lavori di ristrutturazione urbanistica.

Particolare il fatto che si possono mangiare ancora oggi, in questo luogo, cibi e pietanze seguendo le regole alimentari ebraiche. Dal Portico d’Ottavia, invece, andando verso il fiume Tevere si può ammirare la Chiesa di San Gregorio in Divina Pietà, in onore di Gregorio Magno, difensore della comunità ebraica nel 590 d.C. Un altro importante monumento da visitare è la Chiesa di Santa Maria in Campitelli, luogo in cui, durante il nazismo, gli ebrei trovavano protezione e conforto: suggestiva e toccante.

Non tutti sanno che Cola di Rienzo, durante la vigilia della Pentecoste, nella Chiesa di Sant’Angelo in Pescheria assistette a trenta messe prima di salire al Campidoglio e proclamare i suoi Ordinamenti dello Buono Stato. Visitare il Ghetto di Roma è sicuramente una gita insolita che vale la pena di essere vissuta per andare alla scoperta della comunità ebraica più antica del mondo, della sua storia, della sua tradizione e dei suoi tiri e misteri.

Roma il ghetto

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