Una insolita gita a Roma: la Chiesa di Santa Maria della Concezione dei Cappuccini

Santa Maria della Concezione dei Cappuccini

Roma si sa, è una città magica. Le sue chiese, i suoi ponti, i suoi vicoli ed i suoi monumenti raccontano l’arte e la storia del popolo più grande e potente che la storia antica abbia mai conosciuto. Una volta giunti a Roma sono molti gli edifici storici, le basiliche ed i monumenti da visitare. Siti splendidi come Piazza di Spagna o Piazza Venezia, l’Altare della Patria, il Colosseo, il Vaticano e San Pietro sono luoghi di una bellezza unica ed incantevole. Ma se provassimo a non seguire i normali iter turistici ed andassimo alla scoperta di una delle chiese meno conosciute ma di gran lunga una delle più particolari della città eterna?

Salendo sulla metro A che attraversa la capitale in diagonale si arriva alla fermata Barberini, dove arriva una delle vie più belle di Roma: Via Veneto. Proprio all’inizio di questo elegante viale, esattamente al civico numero 27, troviamo una piccola porta di legno con accanto una scritta: Santa Maria della Concezione dei Cappuccini. Questa piccola chiesa fu fatta costruire da Papa Urbano XIII in onore di suo fratello Antonio Barberini, facente parte dell’ordine dei Capuccini, le cui spoglie sono ancora conservate all’interno della chiesa.

Antonio Casoni disegnò la chiesa tra il 1626 ed il 1631; la struttura è semplice ed è forse proprio questo a renderla uno dei più caratteristici monumenti di Roma: una navata centrale e dieci cappelle laterali in cui sono conservate opere d’arte e reliquie. Alcune delle importanti pitture che affrescano la chiesa sono l’Arcangelo Michele di G. Reni, la Natività di G. Lanfranco ed il San Francesco in preghiera del Caravaggio. Originariamente la Chiesa di santa Maria della Concezione dei Cappuccini si trovava in una zona periferica, in aperta campagna; nel corso del 1800 venne trasferita a Via Veneto.

La vera particolarità di questo edificio ecclesiastico è la sua Cripta. E’ decorata infatti con le ossa di circa 4000 frati cappuccini che vennero raccolti approssimatamente tra il 1500 ed il 1900 da un vecchio cimitero dell’ordine che si trovava nei pressi del Quirinale. Cinque piccole cappelle dividono la cripta in cui poter trovare i corpi interi di alcuni frati mummificati che indossano le tipiche vesti dei Cappuccini. La targa all’ingresso della cripta cita questa frase:

“Noi eravamo quello che voi siete, e quello che noi siamo voi sarete”.

Questo originale miscela di ossa e teschi può apparire in realtà macabro ed inquietante. In verità è solamente un modo per esorcizzare la morte e per sottolineare il fatto che il corpo sia solo la scatola materiale che racchiude l’anima ed in quanto tale, una volta abbandonato dall’anima stessa, può essere riutilizzato in qualsiasi altro modo utile (come meglio si crede).

Un itinerario a dir poco insolito ma che dimostra quanto la capitale romana sia ricca di tesori nascosti da poter scovare ogni giorno. Andare alla scoperta delle bellezze di questa città è un’esperienza indimenticabili che vi regalerà delle emozioni forti, uniche ed intense.

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